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Berkmann, Burkhard Josef: Die Annullierung von Ehen mit einem oder zwei nichtkatholischen Partnern gemäß Dignitas Connubii.

 

Dt.: Da immer mehr interkonfessionelle und interreligiöse Ehen sowie Ehen zwischen zwei Nichtkatholiken vor kirchlichen Gerichten angefochten werden, stehen diese immer öfter vor kollisionsrechtlichen Fragen. Mit den Art. 2-4 der Instruktion Dignitas Connubii liegen erstmals kirchliche Rechtsnormen vor, die darauf umfassende Antworten geben. Die Zuständigkeit kirchlicher Gerichte ist gegeben, wenn ein Gatte katholisch ist oder wenn vor der katholischen Kirche der Nachweis des Ledigenstandes eines Partners zu erbringen ist. Grundsätzlich muss der kirchliche Richter derartige Ehen nach dem Recht beurteilen, dem die Partner zum Zeitpunkt der Eheschließung unterstanden. Dies kann das Recht einer anderen christlichen Kirche (z.B. orthodoxes Recht), das Recht einer anderen Religionsgemeinschaft (z.B. islamisches Recht) oder staatliches Recht (z.B. das Eherecht nach dem deutschen BGB) sein. Wenn die Partner verschiedenen Rechtsordnungen unterstehen, weil sie etwa unterschiedlichen Religionen angehören, sind beide zu beachten. Das göttliche Recht, wie es von der Kirche ausgelegt wird, gilt für alle Menschen und somit auch für Ehen, an denen nur ein oder kein Katholik beteiligt ist. Das bedeutet einerseits, dass sich aus dem göttlichen Recht zusätzliche Nichtigkeitsgründe ergeben können, die das Recht des betroffenen Partners nicht kennt. Andererseits können Nichtigkeitsgründe, die das fremde Recht zulässt, mit göttlichem Recht in Widerspruch stehen und daher vom kirchlichen Richter nicht anzuwenden sein. Ferner ist zu prüfen, ob die Klagegründe in der fremden Rechtsordnung wirklich Nichtigkeitsgründe darstellen, die ex tunc wirken, oder ob es sich nur um Aufhebungs- oder Scheidungsgründe handelt. Mit den besprochenen Normen von Dignitas Connubii gelingt der katholischen Kirche ein wichtiger Schritt hin zu einem sachgerechten und modernen Kollisionsrecht, wie es in staatlichen Rechtsordnungen bereits üblich ist. Andere Religionsgemeinschaften hingegen kennen kein entsprechendes Kollisionsrecht oder es folgt anderen Prinzipien. Daraus können weiterhin Probleme entstehen, die am besten durch Vereinbarungen mit den betreffenden Gemeinschaften zu lösen wären. Soweit deren Abschluss auf Schwierigkeiten stößt, bleibt es bei der unilateralen Regelung von Dignitas Connubii.

 

Ital.: I tribunali ecclesiastici, dal momento che viene impugnato davanti ad essi un numero sempre maggiore di matrimoni interconfessionali e interreligiosi nonché di matrimoni fra due persone non cattoliche, si trovano sempre più spesso di fronte a problemi di conflitti di legge. Con gli artt. 2-4 dell’istruzione Dignitas Connubii si hanno per la prima volta delle norme giuridiche ecclesiastiche che rispondono in modo completo a tali problemi. La competenza dei tribunali ecclesiastici è data se uno dei coniugi è cattolico o se deve essere addotta davanti alla Chiesa la prova dello stato libero di uno dei partner. In linea di massima il giudice ecclesiastico deve giudicare tali matrimoni in base al diritto al quale sottostavano i partner al momento della celebrazione del matrimonio. Si può trattare del diritto di un’altra Chiesa cristiana (p. es. diritto ortodosso), del diritto di un’altra comunità religiosa (p. es. diritto islamico) o del diritto statale (p. es. diritto matrimoniale secondo il codice civile tedesco). Se i partner sottostanno a diversi ordinamenti giuridici, perché ad esempio appartengono a religioni diverse, vanno presi entrambi in considerazione. Il diritto divino, così come interpretato dalla Chiesa, vale per tutti gli uomini e quindi anche per i matrimoni a cui è interessato un solo cattolico o nessun cattolico. Ciò significa da un lato che dal diritto divino possono risultare degli ulteriori motivi di nullità che il diritto del partner interessato non conosce; dall’altro e possibile che dei motivi di nullita ammessi dal diritto di un’altro ordinamento giuridico siano in contrasto con il diritto divino e non possano per questo essere utilizzati dal giudice ecclesiastico. Inoltre bisogna verificare se i motivi dell’azione legale nell’ordinamento giuridico di un’altra comunità giuridica rappresentino veramente dei motivi di nullità con effetto ex tunc oppure se si tratti solamente di motivi di annullamento o di divorzio. Con le menzionate norme di Dignitas Connubii riesce alla Chiesa cattolica un passo importante verso un diritto in material di conflitti di legge adeguato e moderno come quello già consueto negli ordinamenti giuridici civili. Altre comunità religiose, al contrario, non conoscono norme adeguate di risoluzione dei conflitti di legge oppure tali norme seguono altri principi. Da ciò possono sorgere dei problemi che andrebbero risolti al meglio con degli accordi con le comunità competenti. Ove la stipula di tali accordi incontra delle difficoltà, ci si attiene alla regolamentazione unilaterale di Dignitas Connubii.